La resilienza
Ne sentiamo parlare tutti di questa resilienza, ma che cos'è?
Resilienza è un termine che viene adoperato in diversi ambiti scientifici, ma in psicologia indica "il processo di adattamento di fronte alle avversità, ai traumi, alle tragedie e ad altre significative fonti di stress. Significa 'tirarsi fuori' dalle esperienze difficili".
Essere resilienti non significa, quindi, che una persona non viva mai situazioni di difficoltà o di sofferenza, perché è proprio la sensazione di disagio che fa sviluppare la resilienza. Il soggetto resiliente è colui che è consapevole delle difficoltà che deve affrontare, ma è pronto a farlo in maniera attiva, sopportando il dolore e il disagio che ne deriveranno per cercare di trarre, anche da un'esperienza negativa, qualcosa di positivo. È quindi un mix tra forza e flessibilità!
Un esempio in natura?
La lucertola del deserto del Namib - meroles anchietae - che è riuscita ad adattarsi alle sfavorevoli condizioni ambientali del deserto facendo una sorta di danza: per sopportare l'altissima temperatura della sabbia, solleva a turno le zampe per non ustionarsele; e quando il calore si fa insopportabile, si rifugia sotto la sabbia dove la temperatura è più bassa rispetto alla superficie.
Un altro esempio?
L'ostrica che, dall'irritazione causata dall'ingresso nella sua cavità di piccoli elementi esterni come un granello di sabbia o un pezzetto di conchiglia, inizia un processo di difesa per cui il corpo estraneo viene ricoperto da strati di madreperla.
Questi due esempi ci permettono di capire che tutti siamo resilienti, solamente spesso non siamo stati educati ad utilizzare questa nostra capacità: nell'attualità sembra che l'obiettivo principale dei genitori sia annullare ed escludere il dolore e la frustrazione dalla vita del proprio bambino. Ne deriva che i bambini, iperprotetti e tenuti al sicuro da qualsiasi tipo di problema, difficoltà e fatica, crescono senza sviluppare difese e senza mettersi mai in discussione, fino a che però la vita li metterà necessariamente di fronte a delle sofferenze, che però non sapranno superare. Va quindi mantenuto un equilibrio educativo: far sperimentare al bambino le frustrazioni sapendo di poter contare, nella difficoltà, sull'adulto, che saprà dare risalto alle capacità cognitive ed emotive del bambino stesso.
Come fare quindi ad entrare in un'ottica di resilienza?
Convinciti che non puoi evitare che accadano eventi negativi e/o stressanti, ma puoi cambiare il modo in cui interpreti questi eventi, e di conseguenza, il modo con cui reagisci.
Ricordati che "far finta che il problema non esista" non lo elimina, ma anzi, aumenta l'ansia e il senso di impotenza: affrontare il problema, invece, lo rende più concreto, e di conseguenza è più difficile ingigantirlo, cosa che invece accade spesso quando ci rimuginiamo sopra!
Se leggendo il post ti sei reso/a conto di non essere una persona particolarmente resiliente ma credi che essa ti possa essere utile per superare gli eventi in modalità più funzionale, non esitare a contattarmi! Potremo strutturare insieme un percorso di potenziamento delle tue risorse!!
